Home Azienda
Chi Siamo Struttura Aziendale Qualifiche Aziendali Missione Analisi Competitiva Strategia Servizi Case Study Bilancio Aziendale CdA
Partner
Big Carrier-Wired Networks Mid-Carrier-Wired Networks Carrier-Wireless 2&3G PAL/PAC-Large Enterprise Banking-Financing-Insurance Railways
Lavora Con Noi
Inviaci il tuo curriculum
Dove Siamo
La Presenza Sul Territorio
Certificazioni
Qualifiche Aziendali
Contatti

 

info@alpitel.it

 

 

Quick Trenching e Multiduct

 

Ø

MINIATURIZZAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE

 

Le tecniche innovative che Alpitel propone per realizzare la miniaturizzazione delle infrastrutture sono essenzialmente due:

 1. La tecnica di scavo QUICK-Trenching

 2. La metodologia di progetto MULTI-Duct

 

 La tecnica QUICK-Trenching

 

Si tratta di un nuovo sistema integrato di scavo e posa di infrastrutture per telecomunicazioni che consente di realizzare scavi in modo automatizzato e con dimensioni ridotte conseguendo notevoli vantaggi rispetto all’impiego di metodi di scavo tradizionali.

Per la realizzazione di questa tecnica è stata concepita, sperimentata e brevettata (nei principali paesi industrializzati) una macchina operatrice innovativa, di fatto, costituisce un vero e proprio cantiere mobile in grado di eseguire lo scavo, mettere in opera i cavi e/o tubi e riempire la mini-trincea in una singola operazione ed in modo del tutto automatico.

 

Vuoi scaricare il video e capire veramente come funziona? clicca qui

 

La macchina QUICK-TRENCHING

Lo scavo realizzato ha dimensioni ridotte (solo 6-7 cm di larghezza e max 40 cm di profondità) con il grande vantaggio di consentire, in ambito urbano, avanzamenti giornalieri a “lavoro finito” di circa 250 metri (contro qualche decina di metri di un cantiere tradizionale).

Queste prestazioni sono possibili per i ridotti volumi di scavo rispetto a quelli tradizionali e perché gran parte delle operazioni sono automatizzate.

Il fatto poi che sia i tubi da posare, che la ridotta quantità di materiale di riempimento necessaria, siano alloggiati a bordo della macchina, consente di ridurre sensibilmente il disturbo creato alla circolazione ed ai residenti durante i lavori, per altro di breve durata.

Nonostante la ridotta profondità di posa, l’integrità dei tubi messi in opera e la sicurezza contro l’eventuale danneggiamento durante successivi lavori di scavo sono assicurati ricorrendo ad un materiale di riempimento costituito da malta cementizia additivata per renderla compatibile coi sottofondi stradali e colorata per una facile individuazione.

Nell’eventualità di futuri lavori di scavo, infatti, una volta asportato lo strato di asfalto, la striscia di malta colorata risulterà ben visibile, a soli 5-6 cm di profondità,  indicando la presenza del servizio.

 

          

La macchina in opera                                                                       Spaccato del risultato

 

Per la Pubblica Amministrazione ecco quindi che assumono una particolare importanza i vantaggi di tipo ambientale che caratterizzano la tecnica proposta, essi sono :

- minima invasività dello scavo nella struttura del sottofondo stradale esistente che viene intaccata in misura minima senza comunque minarne le caratteristiche di durata e resistenza nel tempo come invece avviene ricorrendo a scavi tradizionali.

- ridotto impatto sociale del cantiere di lavoro che risulta di dimensioni ridotte, con avanzamenti giornalieri di circa 200-250 metri al giorno (fino a 350  in quartieri periferici o fuori città) e con disagi minimi alla circolazione stradale.

- ridotto impatto ambientale poiché produce quantità estremamente ridotte di materiali di risulta (circa 1 m3 ogni 50 metri di scavo) da trasportare a discarica e richiede conseguentemente pochissimo materiale per il rinterro, contribuendo a limitare il problema ambientale legato alla continua necessità di aprire nuove cave per l’estrazione dei materiali aridi per i rinterri.

- diminuzione dell’inquinamento dell’aria perché l’impiego di macchinari di cantiere e di movimento terra è drasticamente ridotto, rispetto ai cantieri di tipo tradizionale, diminuendo quindi non solo le emissioni di gas e polveri dovute ai mezzi di lavoro ma, soprattutto, quelle dovute al traffico automobilistico locale che non subisce deviazioni, code ed intasamenti.

Hanno saputo apprezzare i vantaggi sopra esposti molte Pubbliche Amministrazioni che ci hanno già richiesto questo tipo di servizio, in particolare vogliamo ricordare quanto realizzato in Emilia dove è stata progettata e messa in opera una rete di interconnessione e di distribuzione di oltre 60 km di tracciato sul territorio in ben tre comuni Sassuolo, Formiggine, Maranello, per conto di SATCom carrier locale.

 

 La metodologia multi-duct

 

MULTIDUCT

Il secondo elemento delle proposte di miniaturizzazione delle infrastrutture che Alpitel offre ai propri Clienti è stato battezzato multi-duct ed è il complemento ideale del sistema di scavo QUICK-Trenching analizzato al capitolo precedente.

Il concetto multi-duct consiste nell’insieme di nuovi materiali, un nuovo metodo di progettazione della rete ed opportuni metodi di installazione dei cavi.

La sinergia tra QUICK-Trenching e multi-duct sta nel fatto che anziché installare tubi vuoti (3x50 mm, 4x40 mm ecc.) come detto in precedenza, si possono installare col sistema descritto assemblaggi di minitubi col risultato di costruire facilmente infrastrutture di 21 tubi da 15 mm, (ciascuno potenzialmente con cavi da 96 fibre)  o 28 tubi da 12mm (con cavi da 72 fibre).

Ciò significa alloggiare fino a 28 cavi ottici con una capacità totale fino a 2.016 fibre ottiche in una mini-trincea, una prestazione notevole specialmente se si aggiungono alla capacità totale gli altri vantaggi visti in precedenza: costi, velocità di esecuzione, protezione ambientale e vantaggi per i residenti

La proposta è quindi di posticipare l’investimento nella fibra ottica sfruttando le maggiori flessibilità offerte da questo sistema che rivoluziona il concetto di progettazione.

 

La posa dei “tubetti”

L’adozione della metodologia multi-duct si fonda sulla predisposizione della sola infrastruttura costituita da numerosi tubi di piccolo diametro che consentono di servire ogni palazzo con almeno un tubo.

Questo approccio consente, la distinzione tra il proprietario dell’infrastruttura ed il gestore della rete in cavo ottico, che potrà essere usata poi da uno o più gestori. In sostanza quindi si tratta di predisporre una infrastruttura di tubicini di piccolo diametro (da scegliere in funzione del tipo di cavi usati) assemblati sotto una stessa guaina a gruppi di  7  (per ottimizzare gli spazi, ma sono possibili anche raggruppamenti di 3,4,5 tubi) posati direttamente interrati, su supporti aerei o entro tubazioni esistenti.

Il mini-tubo viene reso continuo, adottando giunti di facile installazione capaci di tenere la pressione, dal punto in cui si dirama il cavo secondario ed attraverso il  punto dove avviene la diramazione dall’assemblaggio multi-duct principale fino a casa dell’utente. In questo modo sarà possibile spingere, con l’ausilio di un flusso di aria compressa per distanze superiori ai 1000 metri (il limite di distanza raggiungibile dipende comunque dalla tortuosità del tracciato).

 

 Conclusioni:

Con l’adozione della metodologia proposta da Alpitel ci si riconduce a derivare i tubicini dall’assemblaggio principale posandovi all’interno tanti cavi a bassa capacità quanti sono gli agglomerati (palazzi) da servire

Questi cavi sono derivati da poche muffole di giunzione dove un cavo più capiente proveniente dal POP del Gestore viene totalmente smembrato in cavi più piccoli, ciascuno destinato ad un palazzo.

Derivare un tubicino dal multi-duct ogni volta che sarà necessario anziché derivare un certo numero di fibre da un cavo ad alta potenzialità seguendo un progetto definito a priori rappresenta la migliore garanzia possibile contro le diseconomie derivanti dalle inevitabili discordanze tra realtà di mercato ed ipotesi di progetto.

 

I vantaggi che si ottengono sono:

           differire nel tempo l’acquisto, la posa dei cavi e dei relativi accessori e l’esecuzione delle  opere “ottiche” connesse , si esegue la diramazione di un tubicino dall’assemblaggio multi-duct (non di fibre) solo dopo aver acquisito il Cliente.

           concentrare gli elementi attivi della rete in una sede presidiata o telecontrollata e di facile accessibilità per il Gestore.

           evitare spese relative alla messa in opera “a priori” di pozzetti, ricchezze di cavo, muffole (magari con la funzione di gestione del singolo circuito che le rende voluminose e costose), giunti ottici e relative misure.

           avere sempre massima flessibilità, con un grande numero di soluzioni possibili, eventualmente ricorrendo alla sostituzione di cavi già posati con altri di maggiore capacità per liberare più tubetti

           Possibilità di alloggiare cavi di diversi Gestori, ciascuno con la propria filosofia di rete, in una infrastruttura multi-duct realizzata dagli stessi Gestori autonomamente in porzioni di territorio diverse ma con l’idea di, eventualmente, noleggiarsi a vicenda singoli tubi dell’infrastruttura;

           Nolo dei tubi da Ente autonomo a Gestori o fra Gestore e Gestore con tariffe remunerative rispetto agli investimenti effettuati per premiare chi, Ente o Gestore, investe e realizza; se al contrario le tariffe di noleggio tubi fossero non remunerative si provocherebbe lo stallo degli investimenti (situazione attuale).

         Questa tecnologia è stata adottata da Hera – Bologna nella realizzazione della sua infrastruttura di cablaggio cittadino allo scopo di ottimizzare il recupero delle infrastrutture esistenti che sono state riutilizzate proprio grazie alla possibilità di inserire tubi molto piccoli salvaguardando comunque la possibilità di raggiungere un elevato numero di utenti avendo a disposizione un numero di spazi maggiore.


© 1995-2007 Alpitel S.p.A. | All rights reserved | P. IVA 01534430044 | Publications Index.